Da Gennaio 2017 Google penalizzerà i siti che ospitano interstitial fastidiosi 

Le novità in arrivo sull’algoritmo di Google provengono dal blog ufficiale di Mountain View, con un post firmato dal Product Manager Doantam Phan: dal prossimo 10 Gennaio i siti con messaggi pubblicitari invasivi subiranno forti penalizzazioni in termini di ranking, soprattutto nel caso di ricerche effettuate da mobile. Le novità riguarderanno in particolare interstitial e pop-up.

Cosa sono le interstitial?

Si tratta di pagine pubblicitarie che appaiono durante la navigazione, messaggi promozionali che si sovrappongono al sito sul quale si sta navigando e ne coprono i relativi contenuti completamente o solo in parte, impedendone la normale fruizione. Queste, sottolinea Google, risultano fastidiose perché eccessivamente invasive, ancor di più se visualizzate da mobile dato che rallentano il caricamento delle pagine e impongono un maggiore consumo di dati.

Sul post ufficiale viene specificato che da Gennaio 2017 non verranno penalizzati soltanto i siti con interstitial che coprono totalmente i contenuti della pagina che li ospita, ma anche gli standalone che costringono l’utente a chiudere un pop-up per poter continuare la navigazione, ed infine quelli che non permettono di visualizzare anche solo una porzione del sito. L’obiettivo di questo aggiornamento è chiaramente quello di semplificare la navigazione e la consultazione dei contenuti, evitando interferenze eccessivamente fastidiose. 

Non è una novità totale, da Settembre 2015 infatti Google aveva già iniziato a penalizzare ad esempio quei siti che richiedevano il download di app per consentire la consultazione dei contenuti. Questo nuovo update però va ben oltre.

Sarà un duro colpo, soprattutto inizialmente, per siti e publisher che sono soliti ottenere buoni ricavi pubblicitari grazie all’interstitial. D’altronde, come ha spiegato Doantam Pham, le pagine con pubblicità così intrusiva assicurano un’esperienza peggiore all’utente se confrontate con altre in cui i contenuti sono immediatamente disponibili. Tutto questo poi diviene un problema ancora più grande sui dispositivi mobili.

I pop-up che non andranno incontro a penalizzazioni saranno:

  • quelli obbligatori per legge (come quelli che rispondono alla necessità di accertare la maggiore età di chi sta navigando o quelli per i cookies);
  • quelli per il log-in sulle pagine tramite autenticazione;
  • quelli che possono essere chiusi facilmente, dunque non invasivi.

Cosa cambierà dal 2017?

Meno traffico mobile proveniente da Google, dunque, a tutte le pagine non facilmente accessibili e fruibili per gli utenti. Una mossa, questa, che farà diminuire sicuramente l’utilizzo di ad-blocker. Secondo una ricerca IAB, infatti, chi utilizza gli ad-blocker non desidera necessariamente un’esperienza di navigazione che escluda la pubblicità, ma vuole evitare soprattutto gli ads invasivi. Le novità in arrivo da Google potrebbero quindi spingere il web verso un’era pubblicitaria semplicemente meno intrusiva e più tollerabile dagli utenti.   

Questi nuovi parametri andranno ad aggiungersi ai precedenti con i quali Google applica la sua “selezione” volta a privilegiare siti dotati di contenuti rilevanti e di qualità. A parità di condizioni, e cioè in caso di siti web di pari qualità e rilevanza, verranno comunque penalizzati quelli contenenti messaggi pubblicitari considerati invasivi.

Questa penalizzazione sui siti che ospitano interstitial invasivi ancora una volta evidenzia quanto Google abbia a cuore l’esperienza dell’utente, con l’impegno costante di restituire nelle ricerche sempre e solo i migliori risultati possibili presenti in rete. Allo stesso tempo, però, la novità in arrivo inizia a preoccupare marketers e publishers, che temono l’eccessivo potere di Google. In ogni caso, questo cambiamento porterà sicuri benefici a lungo termine nei “rapporti” tra utente e pubblicità, che potrebbero finalmente essere vissuti in modo positivo.