I social media sono stati veicolo di campagne di grande impatto per alcuni brand: vediamo alcune delle case histories social di maggior successo.

 

Taco Bell e Twitter

Chiacchierare sui social media per aumentare la propria visibilità: banale e scontato? Efficace.
È il caso di Taco Bell – azienda americana che produce cibo messicano – che ha deciso di iniziare a twittare con utenti e brand che avessero almeno 10.000 followers. Ha così ottenuto un enorme seguito perché questa tattica ha aumentato in maniera esponenziale il numero di menzioni e retweet, grazie anche a un tono colloquiale e affabile che è servito a umanizzare la presenza in un certo senso invasiva di un grande brand all’interno di conversazioni altrui. Un indispensabile tocco di ironia e il sapiente uso di hashtag di tendenza hanno decretato il successo dell’iniziativa e massimizzato il loro potenziale pubblico. È interessante notare come Taco Bell non sia ricorso a iniziative speciali o ricompense per i propri followers, ma abbia semplicemente riaffermato la propria presenza con una capillare attività di tweeting che ha permesso di raggiungere ben 600.000 seguaci su Twitter, triplicando con questa cifra i followers di Burger King.  

Airbnb e Facebook Live

Che cosa c’è di più rilassante di un paesaggio all’interno di un Parco naturale? E di più distante da un parco naturale di ciò che normalmente offre ai propri clienti Airbnb, leader mondiale degli affitti temporanei di case? Eppure…
Dare al cliente ciò che vorrebbe, anche se apparentemente in antitesi con il proprio business, è stata la strategia vincente che ha decretato il successo della campagna di Airbnb quando ha deciso di trasmettere, attraverso post sponsorizzati, immagini in diretta su Facebook Live provenienti da Yellowstone e altri National Parks per regalare un po’ di relax a tutte le persone “stressate” da newsfeed affollati di info, offerte, notizie, promozioni, giochi. Dopo appena due settimane la campagna ha raggiunto oltre 2,5 milioni di impressions. Al di là dell’effetto social, oltre 260.000 utenti in seguito hanno preso in considerazione l’opzione di un soggiorno con Airbnb in uno dei parchi nazionali presenti nella campagna. Da questa strategia si evince uno degli insegnamenti base dei social network: non abbiate paura di interrompere il newsfeed del vostro pubblico con qualcosa di atipico, soprattutto se ha caratteristiche uniche e utilizza un formato all’avanguardia (al tempo di questa campagna, Facebook Live lo era).

­­­­#NoMakeUpSelfie

Una causa nobile, un’attrice senza trucco, una 18enne sconosciuta, il più abusato dei cliché fotografici sui social. Con questo improbabile poker di suggestioni è nata una delle campagne social più efficaci della storia. La giovanissima Fionna Cunningham vede l’allora 81enne Kim Novak alla notte degli Oscar presentarsi senza trucco e, stupita dalle cattiverie subite dall’anziana attrice, decide di lanciare una campagna con l’hashtag #NoMakeUpSelfie per sensibilizzare le persone sul tema del cancro. Gli utenti iniziano subito a chiedere alla Cancer Research inglese se si tratta di una loro iniziativa e ricevono come risposta il “no make up selfie” dell’associazione che afferma di condividere il sentimento della giovane utente e invita tutti a donare 3 euro alla lotta contro il cancro. Il post è stato condiviso migliaia di volte in pochi minuti, rendendo virale l’iniziativa, e in 7 giorni sono stati raccolti 8 milioni di sterline, oltre a 826.000 like su Facebook, 140.000 nuovi followers su Twitter e, soprattutto, è stato possibile avviare 10 nuovi studi clinici per sconfiggere il cancro. Si è verificato in questo caso un fenomeno noto come “Piggybacking” (“saltare a cavallo”): l’utilizzo di una tendenza popolare per estendere la portata di un messaggio oltre i suoi consueti confini.

GE su Vine e Tumblr

In futuro tutti quanti avremo sei secondi di celebrità per mostrare al mondo lo scienziato che è in noi. Non era esattamente questa la predizione di Andy Warhol, ma allora non esistevano i social. Il gruppo GE ha lanciato la campagna #6SecondScienceFair su Vine e Tumblr con cui gli utenti potevano postare i loro “esperimenti” utilizzando l’hashtag per incoraggiare l’interesse per le scienze oltre ovviamente ad aumentare la reputation online di GE come innovatore nel campo. Rimarreste sorpresi nel vedere che cosa si riesce a fare con un po’ di latte, colori alimentari, sapone per i piatti e un cotton fioc: il tutto in 6 secondi. Ad esempio 130.000 like e 105.000 re-vined per un singolo contributo di un utente particolarmente creativo.

Samuel Adams, l’elio e YouTube

Il pesce d’aprile è diventato un momento “comandato” dell’anno in cui cercare di catturare l’attenzione degli utenti. Non che la concorrenza manchi, ma con la scelta giusta forse si può. Deve essere quello che hanno pensato alla Samuel Adams quando, per il “pesce” di tre anni fa, hanno deciso di mandare in rete un video in cui il boss Jim Kock presentava orgogliosamente le caratteristiche della nuova birra all’elio, ovviamente parlando come Paperino dopo il primo assaggio, ma mantenendo un atteggiamento altamente professionale. La clip ha totalizzato quasi 1,5 milioni di visualizzazioni su YouTube e catalizzato un’enorme attenzione social attorno ai veri prodotti del birrificio. Questo ha creato nel pubblico una predisposizione estremamente positiva verso il brand, al quale è stata accostata un’idea di familiarità, qualità e simpatia.