Dalle personal page all’influencer marketing, passando per weblog, vlog, microblogging e piattaforme dedicate: un viaggio nella storia del blog, per come oggi lo conosciamo.

 

Chissà se Jorn Barger era consapevole di aver cambiato la storia del web quando aprì il suo blog Robotwisdom per appassionati di caccia, condividendo link che trovava online sull’argomento. Fu lui a coniare il termine weblog per descrivere questo flusso di spunti e suggerimenti tematici. Oggi che lo strumento si appresta a compiere vent’anni, ripercorriamo le tappe più significative della vita del blog che, come tutte le saghe di successo, ha anche un interessante prequel.

1994 – Gli albori

Per il primo decennio abbondante del World Wide Web sono innumerevoli gli esempi di registri online ormai scomparsi dalla rete e i cui intenti erano primordiali esempi di quella che poi è diventata materia base di un blog. Nel 1994, Justin Hall studente dello Swarthmore College, creò il sito links.net a cui il New York Times Magazine attribuì in seguito il titolo di padre fondatore dei personal blogger. Nel tempo, come raccontato dallo stesso Hall, gli fu riconosciuto di aver aperto la prima “personal page” della storia, poi l’attestato di primo diarist di internet e dopo quello di primo blogger.

1997 – Nascita di uno strumento

Si dovette tuttavia aspettare il 1997 per poter ufficializzare la nascita dei blog, perché solo allora proprio Barger coniò il termine “weblog” per descrivere la lista di link pubblicati sul suo sito. Bisogna pensare che al tempo la ricerca sul web non era così intuitiva e le liste erano un prezioso strumento per chi voleva approfondire temi e interessi.

1998 – I commenti degli altri

Open Diary, un altro servizio di risorse create per bloggers, è la prima piattaforma che da ottobre 1998 propone un modello di membership in cui gli iscritti alla comunità possono commentare il lavoro degli altri.

1999 – Da weblog a blog

All’inizio del 1999 Peter Merholz propose l’abbreviazione “blog” sul suo sito Peterme.com, che tuttora mantiene un design dell’epoca e che l’autore promuove con una breve e celebrativa description: “Thoughts and essays from the guy who coined the word blog”.

1999-2001 – Risorse per bloggers

Nel breve volgere di pochi mesi, Xanga, LiveJournal e Blogger si propongono come piattaforme di blogging e la storia del blog, di fatto ancora agli albori, compie un significativo passo in avanti nel mondo dei media quando a inizio millennio, gennaio 2000, l’utente Adam Kontras pubblica un post di testo con l’aggiunta di un video per aggiornare famiglia e amici su quello che sta facendo. A novembre dello stesso anno a Melbourne, Adrian Miles mette online quello che viene generalmente riconosciuto come il primo videoblog, chiamandolo “vlog”.  Piccola curiosità: il sito vogmae.net.au dello stesso Miles insinua il dubbio sul primato, nella breve biografia in terza persona: “He was the first or second person in the world to videoblog”. Non è specificato chi potrebbe essere stato l’altro candidato “padre fondatore” dei vlog.

In questo biennio a cavallo di due millenni, ci si inizia a chiedere come poter monetizzare i blog e preparare il terreno affinché i bloggers possano diventare figure professionali prese sul serio da utenti e aziende.

2002 – L’anno delle svolte

Il primo motore di ricerca tematico Technorati viene lanciato nel 2002, nello stesso mese in cui la blogger Heather B. Armstrong viene licenziata per commenti espressi sul suo blog personale Dooce.com riguardo ai propri colleghi di lavoro. È la prima volta che i contenuti di un blog portano all’allontanamento dal posto di lavoro e si apre ufficialmente il dibattito relativo al diritto alla privacy e alla libertà di espressione per i bloggers.

Poco dopo, il magazine Newsweek predice che i blog rimpiazzeranno i media tradizionali nella comunicazione (ma su internet non c’è ancora traccia dei social network) e a fine 2002/inizio 2003 prende forma l’idea del live blogging. I temi per il successo di un blog sono tutto: tra i più lungimiranti i fondatori (dicembre 2002) di Gawker, “la fonte per ogni notizia e gossip quotidiano di Manhattan” che – prima che le star iniziassero a produrre propri contenuti e profitti raccontando di sé – per 14 anni è un punto di riferimento.

2003 – Arrivano Google e WordPress

A marzo 2003 debutta Google AdSense: abbinare contenuti del blog ad annunci pubblicitari diventa la pietra miliare per i blogger che finalmente possono monetizzare l’attività e gettare le basi per quella relazione aziende-influencer che trova poi sublimazione anni dopo nei social network. Il blogging si sta trasformando in un business e presto una piccola fetta della popolazione dei blogger trasforma un hobby nella propria principale fonte di reddito. Un mese prima di AdSense, Google acquisisce il team di Pyra Labs, i creatori della piattaforma Blogger.

WordPress, così come Typepad, debutta nello stesso anno e diventa una delle piattaforme più longeve e utilizzate. Mentre il Guardian utilizza il live blogging durante il Question time del Primo Ministro, la BBC lo utilizza per la copertura di eventi sportivi di particolare interesse. Il termine Cybergiornalismo comincia a circolare, abbinato soprattutto a blog che si occupano di politica. I media tradizionali hanno nuovi, potenti competitor.

2004-2005 – Verso la Casa Bianca

Nel marzo del 2005 il blogger Garrett Graff è il primo a ricevere dalla Casa Bianca le credenziali stampa portando a termine un percorso di credibilità. In pochi anni, il confine tra copertura news e blogging si riduce fino ad annullarsi a maggio 2005, quando nasce l’Huffington Post, un insieme di contributi pubblicati da staff, editorialisti e bloggers (tendenzialmente non pagati). Segue BuzzFeed nel 2006, un content aggregator in cui chiunque può pubblicare: la domanda se siamo di fronte a nuove forme di giornalismo o a “semplici” blog è ancora lontana dall’essere risolta.

2006-2007 – Microblogging e codice

140 caratteri di microblogging. Il debutto di Twitter a marzo 2006 cambia ancora e completamente le carte in tavola. La condivisione e/o segnalazione di contenuti, storie e notizie si evolve in una forma ancora più sintetica e immediata. L’anno successivo esordisce la nuova piattaforma Tumblr, in cui i contributi continuano a essere brevi ma più visivi, l’ideale “per chi non aveva sufficiente tempo e contenuti per un blog completo, ma aveva piacere di continuare a scrivere e condividere link e media”, come sintetizzato dal reporter Josh Lowensohn.

Con il numero crescente di blog e tweet, emerge in fretta la necessità di regolare in qualche modo tutto ciò che viene pubblicato online. A Marzo 2007 Tim O’Reilly, personalità di spicco dei nuovi media, propone un codice di comportamento per i blogger in 7 punti:

  • Sii responsabile delle tue parole e anche dei commenti che escono sul tuo blog
  • Specifica il livello di tolleranza per i commenti non opportuni
  • Considera l’eliminazione dei commenti anonimi
  • Ignora i troll
  • Sposta le eventuali conversazioni non idonee fuori dal blog e parla direttamente con l’utente
  • Se qualcuno si comporta male online, faglielo notare
  • Non dire nulla online che non diresti anche di persona

2010 – Al cinema e con Panda

Julie & Julia è un film che nasce dal successo della food blogger Julie Powell e rappresenta il primo riferimento pop al successo di un blogger. Nello stesso anno l’11% dei blogger dichiara di aver guadagnato dei soldi dalla propria attività.

Dal punto di vista della Search, Google cambia il proprio algoritmo Panda, creando un certo panico tra gli utenti: l’obiettivo è valorizzare e premiare nella ricerca chi produce contenuti di qualità. Uno dei criteri utilizzati è la quantità di siti che linkano al blog.

2012-2014 – Medium e LinkedIn

La storia del blog continua e nel 2012 nasce Medium, nuova piattaforma di blogging che consente di condividere su una “content creation platform” contenuti che sono già stati pubblicati da un’altra parte, caricandone immagini, testi, accreditando anche autore e fonte. Nello stesso anno LinkedIn introduce il suo programma “Influencers”, aperto a tutti gli utenti nel 2014.

2016 – dominio.blog

I creatori di WordPress nella primavera del 2016 hanno ufficializzato la nascita del dominio “.blog”, senza vincolare gli utenti all’utilizzo della loro piattaforma. Un regalo importante per i primi 20 anni di storia del blog.