axélero “Socio del Mese” Assintel, in occasione del 30° compleanno dell’Associazione. Stefano Mancuso riceve il premio e ci racconta le prossime sfide targate AI.

 

Si è svolta ieri, a Milano, presso il Palazzo Castiglioni, la celebrazione del trentennale di Assintel, l’Associazione che ormai dal 1987 si propone di fare networking fra le imprese del settore ICT, e di contribuire alla crescita tecnologica delle imprese con analisi, ricerche di mercato, formazione e molto altro ancora.

Non è stato però solo un evento celebrativo; in linea con lo spirito dell’Associazione, il trentennale ha rappresentato anche un’occasione importante per creare un incontro di valore, in cui riflettere sulla trasformazione digitale che sta investendo anche il nostro Paese, e sulle opportunità che le aziende possono cogliere, per crescere in questa direzione.

Se ne è parlato con Carlo Sangalli (Presidente Confcommercio – Imprese per l’Italia), e Diego Piacentini (Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale), nonché con rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia, Regione Umbria e Regione Sicilia.

A sigillo finale dell’evento, la premiazione dei Soci Fondatori e dei vincitori del contest “Il Socio del Mese 2017”: momento questo, che ha visto axélero protagonista, proprio in qualità di Socio del Mese Assintel.

Ormai dal 2008, axélero si adopera per accelerare il business delle PMI grazie al digital, e lavora con passione per diffondere la cultura del digitale in Italia.

Stefano Mancuso, che ha ritirato il riconoscimento in nome dell’azienda, ci parla di axélero, delle sue sfide, e del ruolo che sta avendo nella promozione e crescita dell’innovazione tecnologica nel nostro Paese.

 

In che modo axélero si colloca nel panorama di sviluppo digitale italiano? Come gestisce la Ricerca e Sviluppo?

“La nostra azienda, che dal 2008 sta cercando di diffondere nel Paese la sua vocazione digitale, guardando al futuro investe fortemente nei talenti e nella ricerca, per aprire lo sviluppo tecnologico a scenari nuovi e a innovazioni impensabili, fino a qualche anno fa.

Esiste perciò una Business Unit aziendale dedicata, NEXT, che io come manager ho il privilegio di coordinare, e che si occupa proprio di fare ricerca e di sviluppare nuove e inedite soluzioni digitali. In questo momento stiamo ottenendo ottimi risultati dal nostro lavoro sull’Intelligenza Artificiale”.

 

Per quale motivo avete scelto questo settore specifico di ricerca?

“Quello dell’AI è un settore altamente sfidante, un mercato che sta vivendo una fortissima evoluzione, e che se messo a frutto con le giuste competenze promette di dare risultati sorprendenti.

Noi di NEXT lo abbiamo visto con i nostri occhi, mettendo a punto un algoritmo proprietario, che abbiamo chiamato axél: una rete neurale complessa, capace di effettuare collegamenti e “deduzioni”, in modo simile al cervello umano, e di utilizzare un linguaggio assimilabile a quello umano.     

Proprio grazie ai suoi algoritmi proprietari, axél può infatti apprendere concetti, a partire dagli input ricevuti, e adattare il suo comportamento alle situazioni e ai problemi più diversi.

Può così comprendere domande/richieste che gli vengano presentate, trovare una risposta e restituirla all’utente in un linguaggio piano e comprensibile, umano (quello che si chiama “linguaggio naturale”, gestito e utilizzato dall’algoritmo grazie all’NPL, Natural Language Processing, ovvero la capacità di comprendere il linguaggio umano quotidiano ed esprimersi con questo stesso linguaggio)”.

 

In che modo questo strumento può essere utile alle aziende?

“L’ intelligenza artificiale può trovare infinite applicazioni in contesto aziendale: dai chatbot di assistenza clienti che utilizzino interfacce conversazionali efficaci, fino alla creazione di strumenti di business intelligence capaci di apprendere, elaborare e restituire analitiche, mettendo a sistema dati provenienti fonti diverse (attraverso meccanismi di integrazione con applicazioni IoT o con sorgenti RSS, solo per fare un esempio).

L’innovazione può spingersi poi fino all’implementazione di “scatole nere evolute” a bordo delle nostre automobili, capaci così di “leggere” in autonomia la strada, i rischi connessi a traffico e ostacoli e addirittura a riconoscere la stanchezza sul volto del conducente, mettendo in atto misure per la sicurezza di guidatore e passeggeri”.

 

Venendo allo specifico di axél, cosa differenzia la vostra ricerca e il vostro algoritmo, dalle altre soluzioni di customer service o di business intelligence attualmente esistenti?

“La differenza sta fondamentalmente nel modo in cui è costituito l’algoritmo, e quindi nei suoi specifici meccanismi di apprendimento.
Rispetto alle altre soluzioni esistenti, il lavoro del nostro gruppo di ricerca ha sviluppato una soluzione tecnologica esclusiva, costruita su reti neurali non standard, che la differenzia dalle altre soluzioni standard.

axél è basata infatti su una base di conoscenza condivisa costituita da milioni di nodi e relazioni che viene messa in relazione con la base di conoscenza dei clienti e può essere addestrata, non per esempi massivi, come accade per la maggior parte delle soluzioni attualmente esistenti, ma per concetti. Questo significa che axél richiede tempi di addestramento molto più brevi, e soprattutto che, essendo addestrabile per concetti, permette un livello altissimo di personalizzazione, in base alle specifiche necessità di chi si trova ad utilizzarlo e gestirlo”.

 

Ed ora cosa ci aspetta? Quali sono i prossimi obiettivi di NEXT?

“Di sicuro continuare a sperimentare e creare nuovi modelli di applicazione del nostro algoritmo per le aziende e le pubbliche amministrazioni che vogliano abbracciare la crescita digitale. Fino ad ora abbiamo raccolto soddisfazioni importanti, e pensiamo di avere in mano le carte giuste per ottenere risultati sempre migliori”.