Versace, Foppapedretti, Coop. Qual è la prima cosa che ti viene in mente leggendo questi nomi? Probabilmente il logo, il segno grafico scelto dall’azienda per trasmettere la propria identità, comunicare i propri valori e rendersi riconoscibile agli occhi di quante più persone possibili: i suoi potenziali clienti.

Alla luce di questa breve premessa, appare chiaro quanto creare un marchio memorabile sia tutt’altro che semplice come bere un bicchiere d’acqua. Si tratta di un lavoro difficile e insidioso ma che, se ben fatto, ripaga abbondantemente tutti gli sforzi compiuti. È il caso di tante imprese conosciute in tutto il mondo – e a prima vista – grazie al logo. Qualche esempio? Te ne diamo 5, tutti Made in Italy e legati ad aziende oggi multinazionali ma nate come PMI.

Ferrari: l’origine di un mito

Ferrari logo
Il logo della scuderia più famosa al mondo ha una storia affascinante che comincia da molto lontano. Il cavallo nero, divenuto il celebre cavallino rampante, in origine svettava sulla fiancata dell’aereo dell’aviatore Francesco Baracca morto nel 1918 durante la Prima Guerra Mondiale. Per perpetuare la memoria del proprio figlio, i suoi genitori riprodussero il cavallino nero su cartoline-ricordo e nel 1923, in occasione della gara sul Circuito automobilistico del Savio (a Ravenna), i coniugi Baracca affidarono quest’immagine di velocità e ardimento al vincitore della corsa: Enzo Ferrari.

Quest’ultimo, quando fondò l’omonima scuderia, tenne fede alla parola data e scelse di incorniciare il rampante cavallino nero in uno scudo giallo canarino, colore della città di Modena, bordato nella parte superiore con i colori della bandiera italiana e riportante in basso le lettere S. ed F., iniziali di Scuderia Ferrari.

Ecco spiegato perché, ancora oggi, quest’immagine evoca vittoria, passione, forza, velocità e precisione italiana anche in chi ignora il mondo dei motori.

Parmigiano Reggiano: il prodotto italiano più venduto al mondo

Parmigiano Reggiano logo
E parlando di miti italiani amati in tutto il mondo non possiamo non soffermarci sulla buona tavola. Al secondo posto dei prodotti D.O.P. italiani più venduti al mondo troviamo il Parmigiano Reggiano, subito dopo il Grana Padano e prima del prosciutto di Parma.

Dopo questo terzetto è difficile pensare al logo, l’attenzione va all’esperienza sensoriale: profumo, tatto e soprattutto sapore. Eppure, anche il logo di questa nostra eccellenza contribuisce ad ampliare il piacere legato al prodotto e ad evocare emozioni positive.

Il marchio Parmigiano Reggiano rimanda a un’idea di ricchezza pur nella sua semplicità, vediamo perché. La font (cioè il carattere) è stata creata appositamente per trasmettere il valore di unicità del prodotto, mentre il colore giallo oro delle due parole che formano il marchio e della linea che delimita il rettangolo con angoli smussati nel quale sono scritte emergono da uno sfondo nero. Gli 8 puntini – 4 per lato – richiamano la marchiatura sulla crosta del formaggio.

Il risultato è un’immagine preziosa perché richiama l’idea di eccellenza e ricchezza gastronomica che appaga noi consumatori solo a pensarci.

Bompiani: una lettera tra i petali del fior di loto

Bompiani logo
Se è vero che non si giudica un libro dalla copertina, è vero anche che le case editrici – al pari di tutte le altre aziende – hanno bisogno di essere subito riconoscibili grazie a un segno distintivo che, guarda caso, è il logo.

Tra i più noti dell’editoria italiana c’è quello della Bompiani. A prima vista sembrerebbe il bocciolo di una rosa, ricco com’è di linee curve che si intersecano. A ben guardare, però, si nota al centro della figura la lettera B. L’intenzione originaria del fondatore Valentino Bompiani era quella di inserire l’iniziale del suo cognome tra le pagine di un libro aperto, ma dopo un restyling il logo è diventato la versione stilizzata di un fiore di loto – simbolo di conoscenza e saggezza – con al centro sempre la lettera B.

Legambiente: 3 figure, 1 sola immagine

Logo Legambiente

Logo Legambiente


Basta ascoltare o leggere la parola Legambiente per pensare a un armonioso cigno verde prato su sfondo bianco. Giusto? Sì, ma non proprio. In realtà, la parte piumata dell’ala è la metà di una foglia mentre l’altra parte, quella più compatta e vicina al collo del cigno, è l’estremità di una conchiglia. Difficile ideare un logo più azzeccato di così.

Barilla: buona e genuina. Lo dice il marchio

Barilla_logo
Per tutti gli italiani Barilla è sinonimo di casa, pasta, sapori semplici e buoni. Sarà perché negli anni ’60 si è affermata come prima industria alimentare italiana e la prima nel mondo per la produzione di pasta, o anche perché sin dalle sue origini nel 1877 l’azienda è sempre stata legata all’immagine di un uovo.

Cosa c’entra l’uovo? Forse non ci hai mai fatto caso ma, nel suo logo, il nome Barilla è scritto in bianco dentro un ovale rosso: il tuorlo di un uovo incorniciato da uno spazio bianco circoscritto da una linea ovale anch’essa rossa. Il marchio rappresenta quindi un uovo sodo tagliato a metà. E cosa c’è di meglio di un uovo per simboleggiare abbondanza, vita, pienezza e genuinità?

Valorizza la tua PMI con un’immagine rappresentativa

I 5 marchi italiani qui presentati esprimono i valori di un brand dandone una forma immediatamente riconoscibile. Sono tutti legati a una storia, quella delle PMI che hanno saputo valorizzare i propri prodotti tanto da farne eccellenze italiane all’estero: e tu, stai lavorando nella stessa direzione?

Fonti:
www.authentico-ita.org
www.museodelmarchioitaliano.it
design.fanpage.it
www.parmigiano-reggiano.it
www.ilpost.it