E-commerce in Italia: tutti i dati dall’e-Commerce Forum 2016

Organizzato da Netcomm, l’e-Commerce Forum giunge alla sua undicesima edizione e diventa ormai l’appuntamento annuale più atteso per fare il punto sulla situazione/evoluzione del commercio elettronico nel nostro Paese. Prima di analizzare il contesto nel nostro Paese, è utile soffermarsi sul trend nella sua globalità: a livello mondiale, infatti, l’e-commerce rappresenta oggi il 7% degli acquisti ed è l’unico settore che mostra una crescita a 2 cifre. Sono 3 miliardi le persone al mondo che accedono a internet e 1,3 miliardi di queste comprano online.
A che punto è l’Italia in questo contesto?
Le risposte arrivano dall’e-Commerce Forum 2016 che ha registrato oltre 10.000 presenze. Se ve lo siete perso, ecco una panoramica delle più importanti evidenze emerse durante le due giornate dell’evento.

Lo stato dell’e-commerce in Italia

I primi dati rilevanti relativi al nostro Paese, emersi dalla ricerca NET RETAIL – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani, realizzata da Human Highway per conto di Netcomm e PayPal, sono stati i seguenti:

  • 18,8  milioni di consumatori italiani hanno acquistato online negli ultimi 3 mesi;
  • 12,8 milioni di consumatori acquistano abitualmente su internet almeno una volta al mese.

Secondo l’osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e il Politecnico di Milano, possiamo prevedere un valore di acquisto online che raggiungerà i 19,3 miliardi di euro nel 2016, registrando quindi un aumento del 17% rispetto allo scorso anno e un’incidenza sul totale del mercato retail italiano (che ha già raggiunto il 5%) che – come ha sottolineato Alessandro Perego, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – potrebbe raggiungere il 10% entro tre anni. Una crescita costante che rivela un potenziale ancora enorme.

Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha posto in evidenza che in soli 5 anni il numero degli acquirenti online è addirittura raddoppiato, con una crescita sul fronte mobile sempre più forte: già solo nel primo trimestre di quest’anno, infatti, il 21% degli acquisti online sono stati effettuati da dispositivi mobili. Lo stesso Liscia ha ricordato che in Italia le imprese che fanno e-commerce sono solo 40 mila (contro le 800 mila a livello europeo, di cui 200 mila solo in Francia), ma che la vendita online è ormai una parte imprescindibile del processo di trasformazione digitale e può essere vitale per la sopravvivenza di imprese in settori quali la moda, l’arredamento e l’alimentare.  

I settori trainanti dell’e-commerce in Italia

La prima importante distinzione da delineare è quella tra servizi e prodotti.
I servizi vengono acquistati online più facilmente (55%) rispetto ai prodotti (45%), ma su questi ultimi si nota comunque una crescita rilevante (27% contro 10%) e lo scontrino medio è di 75 euro per i primi (su un totale di 115 milioni di ordini) e di 253 per i secondi (su un totale di 45 milioni di ordini). Il turismo continua ad essere il settore trainante (44%), ma si registra un buon incremento anche nell’ambito dell’informatica e dell’elettronica (+22%), dell’abbigliamento (+25%), dell’editoria (+16%), dell’arredamento e home living (+39%), del food e grocery (+29%) e di prodotti come profumeria, cosmetici, giocattoli e merchandising (+35%).  Una considerazione non trascurabile è che il 70% del mercato è concentrato “nelle mani” dei primi 20 principali brand e, tra questi, la metà è un marketplace.

Gli acquisti tramite smartphone sono aumentati addirittura del 51%, per un valore di 2,8 miliardi di euro: praticamente il 15% di tutto l’e-commerce in Italia. Sono sempre più le imprese tradizionali che avviano una strategia multicanale grazie a un proprio sito di e-commerce o “appoggiandosi” ai principali marketplace (Amazon, eBay, ePrice, ecc.) che permettono di aprire negozi e vetrine virtuali, scelti perlopiù da piccoli commercianti che non avrebbero i mezzi per investire in siti propri. Opportunità, questa, molto interessante anche per la vendita all’estero. L’export, infatti, inteso come vendite da siti italiani a clienti stranieri, è aumentato del 18%, superando i 3,5 miliardi di euro. Il 42% di questo valore è relativo al turismo (operatori di trasporto, portali di hotel, ecc.) e il 38% al settore dell’abbigliamento di grandi brand, retailer tradizionali e boutique multi-brand.

Consumatori italiani online

Gli italiani (al di sopra dei 15 anni) che navigano in rete sono 30,8 milioni e il 60,9% di loro ha fatto almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi. Si tratta di una clientela giovane ma non troppo, infatti il 55% di questi consumatori ha meno di 44 anni. Gli acquirenti online in mobilità, invece, sono molto più giovani della media della popolazione italiana: il 42% ha meno di 35 anni, contro il 33% dell’intera popolazione online. Gli e-shopper italiani hanno compiuto mediamente più di un acquisto al mese durante lo scorso anno e il numero è cresciuto molto in particolare nell’ultimo trimestre dell’anno, superando la soglia dei 60 milioni di transazioni.

Il consumatore italiano mostra, inoltre, di avere un approccio sempre più multicanale e il mobile ha un ruolo fondamentale in fase di ricerca informazioni e di conversione finale. Sarebbero 4 milioni, infatti, i consumatori italiani ad avere fatto acquisti tramite app: 3 milioni via smartphone e 1 milione via tablet. I consumatori italiani sono sempre più abituati ad acquistare in rete:

  • il 62% compra da un merchant abituale;
  • il 16% compra da un merchant trovato da ricerca sul web;
  • il 10,9% da un merchant conosciuto ma non sperimentato;
  • il 6,2% tramite passaparola.

Il tasso di riacquisto è del 62,5% e nel 16% dei casi la decisione d’acquisto viene presa dopo aver consultato diverse fonti, tra cui social e siti di rating.
Come ha spiegato il presidente Netcomm Roberto Liscia “Quello che stiamo vivendo in questo momento è un ulteriore salto evolutivo del settore, con l’ingresso del digitale all’interno del punto vendita fisico. L’acquirente digitale potrebbe voler essere riconosciuto quando entra in un negozio, avere uno scaffale virtuale con i prodotti di proprio interesse, individuati sulla base degli acquisti precedenti, sapere come i propri contatti social li recensiscono, godere di promozioni personalizzate, essere invitato a navigare nel negozio da strumenti di micro-localizzazione e pagare con un click.”.

Previsioni per il futuro dell’e-commerce nel nostro Paese

L’e-commerce in Europa registra un +13% e può essere considerato il canale di maggiore crescita a livello europeo.
Un mercato online che parla ad un target di:
– acquirenti non necessariamente giovani, in quanto la grossa fetta di utenti over 65 è proprio quella con maggiori possibilità di spesa;
– utenti residenti in aree cittadine di piccole dimensioni: con scarse possibilità di scelta in loco nei punti vendita, si guarda con maggiore interesse all’e-commerce.

Secondo Liscia, le prossime frontiere dell’e-commerce in Italia sono da cercarsi nel settore del food&grocery, nei marketplace ed e-retailer, che avranno sempre più un ruolo fondamentale nel commercio elettronico. Il presidente, in definitiva, ha parlato di un fenomeno da guardare in positivo, con ottimismo, anche se molte imprese stanno solo iniziando a capire l’importanza della trasformazione digitale: il percorso è ancora lento e l’Italia è decisamente in ritardo rispetto alla media europea. In ogni caso, i produttori che vendono online sono in aumento rispetto agli scorsi anni, sono il 26,8%. E se davvero nel nostro Paese quest’anno il valore degli acquisti online degli italiani raggiungerà i 19,3 miliardi di euro, non possiamo che essere d’accordo anche noi con Liscia, che sostiene fermamente che ci sarebbero tutte le condizioni potenziali per trasformare i 19 miliardi in 40. Ma il vero paradosso, in questa situazione, è che mentre gli acquirenti online sono raddoppiati (da 9 a oltre 18 milioni), le imprese non  si sono digitalizzate allo stesso ritmo. Una situazione che porta necessariamente le aziende italiane a perdere quote di mercato e fatturato, anche da acquirenti esteri. L’Italia è dunque ancora indietro rispetto alla maggior parte dei Paesi europei in fatto di e-commerce, superiamo soltanto Bulgaria, Romanica e Cipro ma, in questo paradigma, le aspettative e le opportunità sono alte.

Nel corso dell’e-Commerce Forum 2016 sono stati assegnati i premi per categoria alle aziende italiane che si sono distinte sul mercato online. E il “Premio Assoluto Netcomm e-Commerce Award 2016” è andato al sito italiano Eataly su una selezione di oltre 400 siti e-commerce. Un premio importante che garantisce ad Eataly la candidatura all’European e-Commerce Award che si terrà a Barcellona il 31 Maggio durante il Global e-Commerce Summit.