Quanto, dove e perché compra il consumatore digitale italiano? Chi è e quali strategie segue? A tutte queste domande c’è una risposta.

Un dato di partenza spiega bene lo scenario in cui ci muoviamo quando parliamo di consumatore digitale italiano. Lo fornisce il rapporto sull’e-commerce della BEM Research: il commercio online rappresenta nel nostro Paese un’esigua fettina (3,6%) della torta complessiva. Una percentuale minima, soprattutto se si considera che il valore complessivo dei beni acquistati dagli italiani rappresenta il 12% dell’intero mercato europeo. I segnali però sono incoraggianti e, in base all’elaborazione dell’Osservatorio eCommerce B2C (School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm), gli acquisti online sono aumentati del 18% nel 2016 rispetto ai dodici mesi precedenti.

Idealo – portale su cui gli utenti possono confrontare i prezzi dei prodotti -, in collaborazione con l’Istituto di ricerche di mercato Survey Sampling International (SSI), ha realizzato un sondaggio sul tema per tracciare il profilo del consumatore digitale italiano. Sono stati coinvolti più di mille “digital buyers” e i dati raccolti sono estremamente interessanti, a partire dal tempo medio: 1 ora e 39 minuti al giorno per acquistare, cercare prodotti e confrontare prezzi.

La frequenza: assidui, poco intensivi

Per quanto riguarda il preliminare dato relativo alla frequenza con cui gli italiani comprano online, sono state individuate quattro categorie: la maggioranza del campione è composta da “consumatori assidui”. Più del 50% compra in rete una o più volte al mese. Seguono gli abituali, che si concedono un acquisto o più ogni trimestre, e gli “intensivi”, che comprano almeno una volta alla settimana. Una piccola percentuale del campione, meno del 4%, acquista non più di due volte all’anno. Se si considera, invece, la percentuale di coloro che comprano almeno una volta al mese, risulta che il dato corrisponde a oltre l’80%, superiore ad esempio al Regno Unito, fermo al 76%.

L’utente medio: un uomo di 45 anni

C’è una forte correlazione tra abitare nei grandi centri urbani e acquistare online. Il consumatore digitale italiano medio delle città acquista di più rispetto a chi abita in paesi con meno di 10000 abitanti. Inoltre, nella maggior parte dei casi, sono gli uomini a comprare online almeno una volta a settimana (quasi un terzo del campione maschile lo fa), mentre le donne si fermano sotto il 25%. Riguardo all’età, i più “spendaccioni” sono quelli delle fasce intermedie tra 35-44 anni e 45-54 anni. Meno coinvolti gli utenti tra 18-24 anni, per questioni legate al budget, e tra 55 anni in su, per minore dimestichezza con la tecnologia.

Le motivazioni: convenienza e comparazione

Si sceglie di comprare sul web per una serie di differenti motivazioni: in cima c’è la convenienza economica e alcuni siti, come Amazon, sono dei punti di riferimento, ma contano molto anche l’ampiezza della scelta e la possibilità di comparare i prezzi, oltre al risparmio di tempo e alla possibilità di dedicarsi allo shopping senza doversi muovere da casa.

Strumenti d’acquisto: caro vecchio pc e PayPal

Si guarda ovunque ma si compra da postazione fissa. In estrema sintesi è questo il comportamento del consumatore digitale italiano, che usa tablet e smartphone per verificare disponibilità, prezzi, qualità, recensioni, ma poi al momento di cliccare sul pulsante “buy” si siede davanti al suo pc: è un plebiscito su questo punto con il 96% degli intervistati che finalizza l’acquisto da desktop. Sui metodi di pagamento, il campione “Made in Italy” ha sposato nel 60% dei casi l’utilizzo di PayPal, a discapito della carta di credito e di PostePay.

Onine e offline: esperienza phygital

Il mondo reale sembra diventato un gigantesco showroom e le modalità d’acquisto raccontano una situazione ibrida descritta con il neologismo “phygital”, crasi di “physical” e “digital”, canali online e offline vengono sempre più combinati per ottimizzare l’acquisto. Uomini e donne applicano con percentuali e modalità del tutto simili pratiche di showrooming e webrooming, le cui percentuali si equivalgono (31% contro 30%). Ancora poco sviluppata la verifica delle certificazioni e dei sigilli di garanzia, ignorati da metà del campione.

Criteri di scelta: motori di ricerca, i nuovi amici

Valgono molto di più in questo campo l’opinione del grande pubblico, il ruolo svolto dai principali motori di ricerca (57%) nel proporre determinati siti/prodotti e dai social network nel far visualizzare la pubblicità al target giusto (33%). Le opinioni di amici e conoscenti contano ancora per 3 italiani su 10, così come la televisione, mentre scivolano inesorabilmente in percentuali trascurabili la radio e la carta stampata.

Le merci più acquistate: tra cultura e tecnologia

Arriviamo alla domanda finale e più attesa: che cosa comprano gli italiani online? Sono tre i capisaldi: cultura e intrattenimento (71%), moda (68%) ed elettronica (68%). In particolare, questi ultimi due ambiti spingono maggiormente il consumatore ad indagare a fondo per confrontare i prezzi, mentre biglietti per spettacoli, libri e musica sono meno soggetti a oscillazioni perché il loro acquisto è legato alle passioni, perciò meno condizionato dal prezzo.