Visualizzazioni? Meglio puntare alle fidelizzazioni

Tic, tic, tic… Avete presente il ticchettio del contatore manuale analogico, quello che si usava per conteggiare il passaggio delle persone ad un evento, una fiera, etc.?

Questa immagine si presta bene al tema dell’articolo,le visualizzazioni, argomento ricorrente sul web.

Nell’era del marketing 2.0 è diventata abitudine comune valutare l’efficacia del proprio sito internet in base alle visualizzazioni ottenute. Benché tale metodo valutativo sia sicuramente semplice e immediato, non permette però di giungere a conclusioni significative.

Perché?

Il nostro obiettivo deve essere quello di attrarre gli utenti fino a renderli assidui fruitori dei nostri contenuti e portarli a interagire con noi, in modo tale da fidelizzarli e comunicare con loro.Avere 100 visite al sito o averne 1.000 non fa differenza se il risultato economico è lo stesso. Bisogna puntare ad avere più visitatori interessati piuttosto che una marea di accessi dove ci possono essere tantissimi utenti che non sono in target con la nostra attività.

Strategie

Quando si porta sul web la propria attività professionale – con un sito web o un profilo social – s’incorre spesso nell’errore di  concentrarsi esclusivamente sulla propria attività, quasi mettendo in secondo piano il proprio target,  il pubblico di riferimento. La cosa corretta da fare è dare valore sia al  know-how che al cliente tipo.

Come conoscere il cliente tipo?

Bisogna partire con il delineare quella che tecnicamente si chiama una Buyer personas. Cioè creare il modello del proprio cliente ideale immaginando la sua vita privata, la formazione, gli hobby e tutte le esigenze quotidiane inerenti il suo lavoro. È un’attività preliminare necessaria per definire i contenuti e la forma più adatti a catturare l’attenzione della nostra Buyer personas. In questo modo, l’utente si sente capito e coinvolto, e per noi è più facile fidelizzarlo con le giuste strategie di marketing.

A questo tema, si collega quello di un precedente  articolo  dedicato al CRM  per le PMI e, in particolare,  il Principio di Pareto  – l’80% del fatturato di una attività viene generato dal 20% dei suoi clienti, quindi quelli fidelizzati e l’importanza di creare un database clienti per gestirli.

Con la costruzione di una ricca banca dati dei propri clienti si ha la possibilità di proporre l’informazione opportuna nel momento giusto e quindi di  rafforzare il rapporto di fidelizzazione

Come farlo? Per esempio con una comunicazione via mail, una scontistica personalizzata, un SMS, una promozione pubblicata su Facebook/Instagram oppure un articolo sul blog: tutte operazioni che si possono fare  con più strumenti digitali o anche da una sola piattaforma, come ad esempio mysuite, il CRM di axélero creato pensando alle esigenze di marketing delle PMI. Tra queste, la programmazione delle diverse azioni da svolgere.

mysuite

Infatti, un ottimo modus operandi consiste nel calendarizzare le comunicazioni con i propri clienti/followers, quindi pianificare tutte le attività con anticipo: scrivere un blog post a settimana, per es. il venerdì,, condividere un video su Facebook o Instagram la domenica, inviare una newsletter con le novità della settimana e i prodotti in sconto il lunedì, e via dicendo.  Organizzarsi e pianificare aiuta a dare degli appuntamenti fissi settimanali che creano necessità e molta curiosità attorno al brand. Avere uno strumento che ci permetta di programmare queste attività e concentrarle in un unico momento ci aiuta a ottimizzare il tempo e a continuare a svolgere tranquillamente il proprio lavoro.

Costruire un piano di comunicazione ad hoc per il  proprio pubblico  è un aiuto concreto per raccogliere risultati in termini di customer loyalty: come affermato da Google, la nuova bussola da seguire sul web è la fidelizzazione, non gli accessi o le visualizzazioni. Quelle lasciamole ai  competitor…

Alberto D’Autilia
Digital Sales Trainer