Intervista a Enrica Lipari, che ci racconta il suo punto di vista sulla funzione HR tra nuove tendenze e sfide quotidiane.

 

La funzione HR ha assunto un ruolo sempre più strategico in azienda, orientando le scelte di business, gestendone i cambiamenti, e supportando l’innovazione. Leggiamo le opinioni di Enrica Lipari, Chief People Director in axélero. 

Come sei arrivata in axélero?

Sono arrivata in axélero attraverso un head hunter, e questo spiega molto del perché io sia qui visto che di solito un’azienda si affida a società esterne quando non ha qualcuno in casa per fare ricerca o non ha ancora un dipartimento abbastanza strutturato per farlo. Mi sono avvicinata per curiosità perché la società si presentava come una realtà dinamica e digitale in forte crescita, quindi tutta da strutturare, e con una particolarità in più: un DNA di azienda commerciale, un ambito per me nuovo con profili e modalità di gestione completamente diversi. Così ho accettato la proposta con entusiasmo e ho scelto di rimboccarmi le maniche, di costruire da zero il dipartimento HR, e di fare il possibile per far crescere l’azienda.

Il team HR, che in azienda è chiamato ‘People’, adesso com’è composto?

Il team ad oggi è formato da tre unità verticali, ovvero selezione, facilities e booking&eventi, e da due unità trasversali, rappresentate dagli HR Business Partner, declinati in ‘Salesforce Business Partner’ e ‘Business Partner’, che seguono rispettivamente tutte le fasi della vita aziendale del dipendente e dell’agente.

Qual è l’approccio axélero dietro lo sviluppo delle persone?

Nella fase evolutiva in cui siamo l’azienda deve puntare all’investimento continuo: dalla formazione allo sviluppo, dal coinvolgimento ai benefit, dalle commodities agli incentivi, lavoriamo su tantissimi aspetti. Oltretutto abbiamo una popolazione eterogenea formata dai dipendenti e dalla rete vendita, quindi le leve sono anch’esse molto diverse tra loro. Per questo motivo HR cammina a braccetto con la rete commerciale, è un gioco di squadra costante.

A proposito di formazione in axélero, raccontaci del progetto academy.

Tutte le aziende fanno formazione, ognuna a modo proprio, ma l’impatto in termini di efficacia sulle persone e sul loro andamento cambia a seconda della consapevolezza che c’è di far parte di un percorso. academy nasce da un’intuizione di un collega della rete commerciale, e da lì siamo partiti mappando le nostre esigenze di formazione e strutturando una strategia a monte, in coerenza con la mission stessa di axelero, ovvero quella di digitalizzare le aziende italiane.
academy struttura la sua formazione su 3 target: “business” per nuovi e potenziali clienti PMI; “corporate” per i nostri dipendenti e i nostri venditori; e “young” per i candidati che vorranno diventare digital sales specialist in axélero, in sinergia anche con terzi player quali istituti di formazione tipo l’ente Galdus o note business school. Le opinioni ce lo confermano: la condivisione di conoscenza è evoluzione, è arricchimento reciproco.

Cosa vuol dire fare carriera in axélero? Che tipo di opportunità offre l’azienda?

axélero offre una carriera di tipo “orizzontale”, dove si acquisiscono competenze diverse attraversando diversi team. Non solo quindi crescite verticali tradizionali, che tuttavia esistono soprattutto nell’area commerciale, ma anche dinamicità interne che permettono di avvicinarsi alle tante declinazioni della comunicazione digitale. La nostra organizzazione segue i flussi aziendali, e i team sono divisi principalmente per criteri cronologici: area pre-sales, area sales, e infine area post-sales. Ideiamo, facciamo e vendiamo, abbiamo una vera e propria fabbrica web in casa!
In questo senso valorizziamo i profili cosiddetti “T-shaped”: le competenze verticali non sono quelle che formano il professionista, bensì quelle competenze che si possono utilizzare a livello trasversale nei diversi ruoli. Per noi la persona più completa è quella che ha acquisito sia competenze verticali che orizzontali.

Qual è il candidato ideale per axélero?

Oltre alla passione per il mondo digitale per noi contano l’attitudine e i valori, vogliamo persone che dimostrino velocità, trasparenza, e autenticità. Le nostre persone vogliono andare veloci, che non vuol dire voler andare di fretta, ma piuttosto anticipare un trend, un bisogno, e avere la capacità di visione sistemica. Questa capacità si trova anche nei profili più junior, e non per forza bisogna avere una laurea in mano. I nostri colloqui sono molto pragmatici proprio per capire questo tipo di caratteristiche.

In futuro quali saranno le skills più richieste? E quali le professioni emergenti?

Il pensiero laterale e la creatività a tutti i livelli. Le opinioni ci raccontano che le competenze sono e saranno sempre le stesse, ma è il loro mix che cambierà, oltre agli strumenti. In questo modo si creeranno nuove professioni che evolveranno determinati mansionari: penso allo sviluppatore che diventa grafico sviluppatore, lo UX che diventa il professionista di comunicazione UX, o il formatore a metà tra i team training e sales, come nel nostro caso.

Il mercato del lavoro in Italia: qual è il tuo parere sui talenti? C’è ancora la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’?

Le fughe ci sono, ma non le ritengo tali! In fondo… chi siamo? A quale luogo apparteniamo davvero? Fino a quanto mi devo sentire italiana, europea, o cittadina del mondo? Il problema per me è macroeconomico più che microeconomico: io professionista vado fuori alla ricerca di migliori opportunità e professionalità, tuttavia non la considero una fuga. Non è il lavoratore che fugge, è lo Stato che non trattiene i professionisti e non favorisce gli investimenti delle aziende sul territorio.

Infine, come vedi il futuro della funzione HR? Come si evolverà?

La mia opinione è che la funzione HR (così come altre funzioni di staff) debba essere sempre più un acceleratore del business, e non debba avere obiettivi fine a sé stessi né diventare una funzione auto centrica e bloccante per il mero gusto di governare o controllare un’azienda. Supportare le persone dell’azienda nella loro crescita personale e professionale, questo è il fine ultimo di noi professionisti HR, sia nel presente che nel futuro.