Da Facemash al news feed, l’idea che ha cambiato il modo di comunicare sui social

Tutto iniziò con Facemash, l’antenato di Facebook, creato in una notte dell’Ottobre 2003 da Mark Zuckerberg. L’idea era quella di creare un sito che corrispondesse al classico annuario universitario americano e che permettesse, in base a foto selezionate casualmente dal sistema, di votare la migliore. Facemash venne creato hackerando i database di diversi studentati di Harvard e in sole 4 ore registrò 450 visite e ben più di 20 mila click sulle foto. I server dell’università andarono presto in crash e Facemash venne chiuso pochi giorni dopo. Nel 2004 Zuckerberg riprese in mano l’idea e la ribattezzò come Facebook, con l’obiettivo di lanciare una semplice rete sociale universitaria. La data di nascita ufficiale del social network più famoso al mondo risale al 4 febbraio 2004. Prima della fine del mese di febbraio la metà degli studenti di Harvard era già iscritta. Nel mese di marzo la rete venne estesa anche agli studenti di Stanford, della Columbia University e di Yale. Ad Aprile entrarono a far parte della rete anche le altre università della Ivy League, il MIT, la Boston University e il Boston College. Un successo epocale, che fece entrare in scena i primi investitori già nel 2005. Anche in Italia Facebook ha avuto una grande diffusione: il boom delle iscrizioni avvenne nel 2008, e il 18 Maggio 2012 Facebook venne quotata in borsa con una delle offerte pubbliche di vendita più grandi della storia degli Stati Uniti.

Ma Facebook non è sempre stato come lo conosciamo oggi. Dalla sua nascita, Zuckerberg ha apportato numerose modifiche, migliorìe e innovazioni che lo caratterizzano come il social network che non stanca mai. Una su tutte: l’inserimento del news feed, lanciato dieci anni fa, il 6 Settembre 2006, e che rappresentò la vera svolta.

Quando non esisteva alcun news feed, Facebook non era altro che un insieme di profili. Ogni utente poteva visitare i profili dei suoi contatti per vedere se questi avevano pubblicato aggiornamenti, ma non c’era un “luogo” o un modo in cui poter vedere tutto ciò che veniva condiviso. Grazie al news feed è stato finalmente possibile tenersi sempre aggiornati sulle condivisioni e sui post dei propri amici. Quello di Facebook è stato il primo social feed in assoluto, un modello poi ripreso da tanti altri social network nati negli anni a seguire.

Come tutti i cambiamenti, l’introduzione del news feed non è stata semplice da accettare, inizialmente creò malcontento tra gli utenti, ben presto però tutti ne colsero l’innegabile utilità. In origine, quando i contatti degli utenti erano pochi e il numero degli iscritti non così alto, il news feed poteva essere anche considerato superfluo. Adesso, con più di un miliardo di persone che accedono ogni giorno, il news feed è divenuto di fondamentale importanza: la sfida del team di Zuckerberg è ancora oggi quella di selezionare e mostrare ciò che davvero può essere interessante e di valore per ogni singolo utente iscritto alla piattaforma. L’algoritmo che regola il news feed di Facebook tiene conto di una serie di parametri (relazione tra gli utenti, interazioni precedenti, tag, tipo di contenuto, ecc.) e sceglie cosa mostrarci. Ognuno di noi ha quindi un proprio e unico news feed. Mediamente ogni utente potrebbe visualizzare circa 2.000 storie nel proprio feed, ma grazie all’algoritmo ne vede solo 200, ovvero quelle ritenute per lui potenzialmente più rilevanti e interessanti.

Facebook è in continua evoluzione e, di conseguenza, lo sono anche i nostri modi di connetterci e comunicare.
A partire dall’introduzione del news feed nel 2006, è da ricordare sicuramente anche il 2009 per la nascita del pulsante “mi piace”, seguito poi dai commenti, le discussioni, i gruppi, fino ad arrivare nel 2016 all’inserimento delle “reactions”, video live, foto e video a 360°, Instant Articles e molto altro ancora.

Possiamo dire che l’introduzione del news feed sia stata la svolta fondamentale nella storia di Facebook, è questo che ha reso il social network di Zuckerberg una rete così forte, ad oggi utilizzata da 1,71 miliardi di utenti. Oggi non sapremmo immaginarlo senza news feed, divenuto fondamentale per sapere ciò che fanno, pensano e dicono i nostri amici, ma anche per tenerci aggiornati sulle notizie del giorno e fatti di portata internazionale. Col passare degli anni, questo strumento si è rivelato estremamente utile anche per cause importanti come la raccolta fondi per la lotta all’ebola o l’Ice Bucket Challenge del 2014, ed anche per opportunità come il Safety Check in caso di calamità naturali o episodi terroristici. Il primo caso che mise in luce il suo potenziale sociale fu quello di Oscar Morales Guevara, ingegnere civile colombiano, che per contrastare la violenza nel suo paese creò nel 2008 un gruppo su Facebook dal nome “Un milione di voci contro le FARC” riuscendo a riunire più di 12 milioni di persone in tutto il mondo per una marcia contro le FARC. Un esempio su tutti che palesa il potere immenso di una rete che, da semplice strumento di connessione universitaria, è divenuto un potente mezzo capace di unire comunità e individui in tutto il mondo. Un luogo virtuale capace di cambiare grandi cose anche nella vita reale.

Quali potrebbero essere gli sviluppi futuri?
Secondo Nicola Mendelshon, molto presto il news feed di Facebook sarà quasi esclusivamente video. D’altronde i contenuti video continuano a crescere esponenzialmente e avranno un peso sempre più rilevante anche per l’algoritmo. Come annunciato dallo stesso Mark Zuckerberg durante la conferenza F8, gli interventi futuri prevedono anche un miglioramento dell’accessibilità e della distribuzione delle notizie all’interno del feed. Tra le novità alle porte, pare ci sarà anche per i non vedenti la possibilità di accedere alle informazioni erogate nel feed grazie a sistemi di intelligenza artificiale open source e una voce che leggerà i contenuti.