Intelligenza artificiale: uno dei principali trend tecnologici, tra i fattori che abilitano lo sviluppo di altre tecnologie e danno slancio all’economia. Intervista a Stefano Mancuso.

 

axélero Next è la divisione di riferimento per lo sviluppo di progetti d’eccellenza in ambito tecnologico e digitale tra cui spicca axél, piattaforma integrata di intelligenza artificiale basata su un algoritmo proprietario in grado di apprendere concetti e utilizzare un linguaggio molto simile a quello umano. Presentata in anteprima al recente Wired Next Fest, può senz’altro ritenersi una scommessa già vinta: ne parliamo con Stefano Mancuso, Head of axélero Next, che ci parla anche di nuove prospettive e scenari futuri.

 

Qual è la tua esperienza in axélero e come nasce Next?

“Dopo 13 anni di esperienza da imprenditore in ambito di telecomunicazioni e servizi web, ho incontrato axélero e ho deciso di abbracciare il suo progetto aziendale. Ho iniziato occupandomi dell’offerta prodotti e servizi sino all’anno scorso, per poi andare a capo della nuova business unit dedicata allo sviluppo e innovazione di prodotto per un mercato diverso dalle PMI: parlo di axélero Next, che si occupa di realizzare prodotti distintivi altamente innovativi, elaborando una vera e propria consulenza strategica utilizzando le nostre piattaforme tecnologiche distintive”.

Qual è l’ambito di applicazione di Next? Quali sono i principali clienti?

“La nostra offerta si rivolge a PA locale e centrale, e a grosse aziende che gestiscono un numero significativo di contatti utente al giorno. Realizziamo soluzioni di customer service (chatbot e simili, che rientrano nel primo livello di assistenza), ma anche progetti di marketing, social listening, neuromarketing, e knowledge sharing”.

axélero Next Premio Best AI in Customer Service

In foto i responsabili delle varie aree interne al team: oltre me, da destra Pietro responsabile dell’area infrastruttura, Sebastiano responsabile del team sviluppo del motore di AI, e Anastasia responsabile del comparto di modellazione semantica. Insieme con il premio vinto per “Best use of AI in Customer Service”.

Cosa distingue axél dalle soluzioni automatiche standard oggi in commercio?

“axél è nata sulla scia di una forte evoluzione del mercato dell’AI, che l’anno scorso è esploso su larga scala dando vita ad una sorta di nuova rivoluzione industriale. A differenza dei nostri competitor però, noi abbiamo investito nello sviluppo di una soluzione proprietaria, che è tra le più innovative al mondo, e sull’adozione di reti neurali non standard. In virtù di questa tecnologia abbiamo dei tempi di addestramento per singolo utilizzo molto più brevi e abbiamo una base di conoscenza che si addestra per concetti e non per esempi massivi, consentendoci di andare sul mercato enterprise e PA avendo dei vantaggi in termini di personalizzazione e di utilizzo.”.

Al Wired Next Fest avete presentato in esclusiva la piattaforma, in concomitanza col lancio del nuovo sito axél: com’è andata?

“L’evento è andato molto bene, ci siamo presentati in maniera ufficiale come tecnologia. Davanti a un folto pubblico abbiamo presentato la piattaforma, le sue applicazioni e potenzialità, supportati da un video promozionale. A valle, mi aspetto tanta visibilità anche internazionale: puntiamo a diventare una case history, e abbiamo già predisposto la piattaforma per l’estero realizzando una base di conoscenza indipendente dalla lingua, tool di modellazione semantica e reportistica multilingua. L’italia non ci basta!”.

Quali sono gli sviluppi futuri per axél?

“Oggi abbiamo sviluppato una soluzione che proponiamo attraverso la rete commerciale smart&business e la rete executive. Grazie all’esperienza fatta in questa prima fase, siamo già in grado di fornire il servizio a sviluppatori, system integrator, e VAR. Puntiamo a collocarci allo stesso livello dei big player che offrono tecnologia”.

In che modo l’AI può cambiare le aziende? Quali i vantaggi?

“I vantaggi principali risiedono nell’innalzamento delle performance di customer service e in una maniera nuova, più semplice ed efficace di accesso alla conoscenza aziendale”.

Come vedi l’AI tra 5 anni? Quali scenari e applicazioni future?

“L’AI sarà sempre più dedicata all’interazione, e più sarà in grado di comprendere il linguaggio naturale e più sarà efficace. Di conseguenza il boost maggiore riguarderà due aspetti principali: il miglioramento della performance di analisi e comprensione del linguaggio naturale, su cui axél è davvero forte, e la creazione stessa di linguaggio.
Oggi le soluzioni più evolute lo sono perché hanno lavorato bene nell’ NLU (natural language understanding – ndr), ma esiste un’altra parte del natural language processing, ovvero il NLG (natural language generator) che sarà la vera sfida. In breve: l’AI in futuro saprà comporre frasi come fanno gli esseri umani.
Uno degli ambiti di applicazione riguarderà poi l’interazione con le macchine, gli elettrodomestici e l’automobile; mentre in ambito industriale vinceranno le applicazioni basate su servizi cognitivi applicati ad esempio alla sicurezza e all’aumento della produttività”.

L’Italia è pronta ad accogliere tutte le opportunità dell’intelligenza artificiale?

“L’Italia è assolutamente in linea: il mercato più maturo sono gli Stati Uniti, seguiti dall’Inghilterra, ma noi siamo una nazione dove si fa tanto ricorso ai call center, quindi il primo sbocco sono le interfacce conversazionali stile chatbot, su cui le aziende italiane stanno investendo molto. Anche le banche si stanno muovendo in questa direzione, vedi Mediolanum, che ha scelto axél come chatbot sul suo sito.
Purtroppo nella PA l’intelligenza artificiale è meno presente probabilmente per una questione di costi, ma axél ha avuto un buon riscontro perché siamo riusciti a creare delle soluzioni in ambiti tipo la raccolta differenziata per la quale abbiamo vinto il premio SMAU, ma ad un costo contenuto. C’è tanto da fare, ma siamo pronti”.

 

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