Il 26 marzo 2018 Google ha ufficialmente annunciato l’avvio del processo di  implementazione dell’indicizzazione Mobile-first su un numero considerevole di siti selezionati tra quelli che seguono le best practice utili a raggiungere questo tipo di indicizzazione.
Per la prima volta, il passaggio al nuovo indice sarà notificato ai webmaster tramite la Google Search Console con un avviso mirato. Completata l’operazione, i webmaster noteranno un significativo aumento della frequenza di scansione di nuove pagine web da parte dello spider di Google, noto anche come Googlebot.

Cosa significa tutto questo? Facciamo chiarezza

Prima che il cellulare diventasse lo smartphone che tutti noi conosciamo, Google ha sempre usato la versione desktop di un sito web per scansionare, indicizzare e classificare le pagine.
Questo vuol dire che, per anni, il bot di Google ha simulato l’uso di un browser da desktop per visitare un sito web e “fotografarlo”. Da qui è derivata la valutazione delle singole pagine e il posizionamento di testi, elementi html, struttura del sito, etc…

Grazie alla diffusione capillare degli smartphone e al loro massiccio utilizzo per la navigazione sul web, oggi la situazione è profondamente cambiata. A tal punto che, per i siti di alcuni settori, il traffico da mobile rappresenta più dell’80% del traffico totale.

Questa trasformazione ha portato a un progressivo adeguamento dei siti web a versioni più mobile friendly, cioè adatte ad essere fruite – senza disagio – da schermi piccoli come quelli dei cellulari.

Sito desktop e mobile: qual è la differenza?

Un sito mobile può essere:

  • La copia speculare di quello desktop, con il solo adattamento degli elementi alla visione su piccolo schermo;
  • una versione del tutto diversa rispetto al sito per desktop, con contenuti appositamente creati, grafica ottimizzata per smartphone e, in alcuni casi, addirittura un dominio a sé stante.

A questo punto, per Google la domanda è sorta spontanea: meglio scansionare i siti desktop o quelli mobile? Meglio entrambi! Così, col tempo, a Googlebot desktop si è affiancato Googlebot mobile. In questo caso, lo spider analizza i siti simulando una visita da browser mobile.

Come funziona l’indice Mobile-first? Innanzitutto, Google chiarisce che non è separato dall’indice principale ma si tratta di un’ulteriore adattamento dello stesso indice. E nel comunicato di fine marzo precisa:  


“I nostri sistemi di scansione, indicizzazione e classificazione hanno in genere utilizzato la versione desktop del contenuto di una pagina, che potrebbe causare problemi agli utenti di ricerca mobile quando tale versione è molto diversa […]. L’indicizzazione mobile-first significa che utilizzeremo la versione mobile della pagina per l’indicizzazione e il ranking, per aiutare meglio i nostri utenti, principalmente mobili, a trovare ciò che stanno cercando.”

In sintesi: se fino a ieri un sito web veniva analizzato nella sua versione desktop da oggi viene scansionato e classificato per la sua versione mobile.

Cosa cambia con l’indice Mobile-first?

Le conseguenze più immediate dell’applicazione del Mobile-first Indexing sono due:

  1. Il cambiamento (a volte minimo) delle serp, cioè della gerarchia dei risultati nelle pagine di ricerca.  
  2. Un potenziale calo di visibilità per quei siti che non si adegueranno all’ottimizzazione per l’uso da mobile.

Ma Google rassicura che non è il caso di allarmarsi:

“I siti che non si trovano in questa prima ondata non hanno bisogno di farsi prendere dal panico. L’indicizzazione Mobile-first riguarda il modo in cui raccogliamo i contenuti, non su come questo viene classificato. I contenuti raccolti dall’indicizzazione Mobile-first non hanno alcun vantaggio di ranking rispetto ai contenuti mobili che non sono ancora stati raccolti in questo modo o nei contenuti desktop.”

È bene aggiungere che Google sottolinea:

“Continuiamo a incoraggiare i webmaster a rendere i loro contenuti ottimizzati per i dispositivi mobili… Dal 2015, questa misura può aiutare i contenuti ottimizzati per i dispositivi mobili a funzionare meglio per coloro che effettuano ricerche su dispositivi mobili. In relazione, abbiamo recentemente annunciato che a partire da luglio 2018, i contenuti con caricamento lento potrebbero essere meno efficaci per gli utenti di computer desktop e mobili.

Insomma: stiamo sereni… Ma non troppo!

Se da una parte Google ci tranquillizza, dall’altra coglie l’occasione per rimarcare l’importanza di avere un sito web all’altezza delle prestazioni cercate dagli utenti. Il che si traduce con la necessità di rendere ottima la navigabilità di un sito da mobile.

La navigazione da mobile ha raggiunto numeri finora insospettabili e chissà, magari nel prossimo futuro Google potrebbe premiare i siti ottimizzati per mobile… Perché farsi trovare impreparati? Migliora le prestazioni del tuo sito web e fai in modo che sia:

  1. Mobile friendly: avere un sito responsive o adaptive permette un’eccellente esperienza di navigazione perché garantisce contenuti ottimizzati per i dispositivi mobili.
  2. Veloce: spesso, da mobile, un utente naviga in contesti dove la velocità di caricamento di un sito fa la differenza tra il visitarlo o l’abbandonarlo.
  3. Vicino all’utente-cliente: la ramificata diffusione degli smartphone e il repentino cambiamento delle abitudini di consumo degli utenti orienta la crescente espansione delle tecnologie a supporto del mobile, come AMP e Progressive Web App.

Il tuo sito è pronto a cogliere la sfida?

Stefano Salustri
Digital Sales Trainer axélero