Come tracciare i reali comportamenti degli utenti per poter rivolgere loro campagne sempre più personalizzate? Ci sta già pensando il people based marketing.

Connettersi con le persone, non con i device che utilizzano. Potrebbe essere questo, in estrema sintesi, il motivo per cui secondo molti il people based marketing scalzerà tutte le altre strategie finora utilizzate per influenzare i comportamenti dei consumer online. Se da un lato la digital technology ha fornito al mondo dell’advertising sempre nuove fonti di dati per tracciare i potenziali clienti, dall’altro ha fatto in modo che ogni singolo investimento fosse quantificabile, analizzabile e, di conseguenza, giudicabile (il ROI è soltanto uno degli strumenti di misurazione). Motivo per cui si è sempre andati nella direzione di un miglioramento delle prestazioni.

Ads rilevanti e nei tempi giusti

Il proliferare di messaggi ha reso più che mai necessario sottoporre all’utente connesso una comunicazione pubblicitaria rilevante, significativa rispetto ai suoi desideri, e tempestiva per quanto riguarda il momento della ricezione. C’è però una complicazione legata anche al proliferare anche dei device. Viviamo il paradosso per cui i consumatori non sono mai stati più accessibili grazie ai segnali digitali in tempo reale che lanciano circa i loro desideri e bisogni; ma dall’altro lato sono anche sempre più difficili da capire e raggiungere, perché una singola azione digitale ha una storia lunga e difficile da tracciare. Basti pensare ad un qualunque nostro acquisto: possiamo partire da un pensiero nato dopo aver ricevuto una mail letta sul computer, per poi spostarci sull’app dello smartphone che ci consente di fare un confronto di prezzi e infine sul tablet (per vedere più grandi le immagini dei dettagli ad esempio?) prima di andare nello store per il vero acquisto. Questi comportamenti rappresentano un tesoro da non disperdere e spesso chi si occupa di advertising non è in grado di rispondere a questi segnali in real time e su qualsiasi device, perdendo così anche il valore potenziale della conversione.

Che cosa fa il people based marketing

Il people based marketing mette in atto una strategia digitale per connettere i brand a individui reali, attraverso i diversi device, sui differenti canali. A differenza dei web cookies che scadono, possono essere eliminati e non sempre lavorano in ambiente mobile, il PBM consente agli inserzionisti di riconoscere immediatamente i clienti e fornire loro risposte in tutti i punti di contatto digitali, aprendo infinite possibilità di coinvolgerli in modo rilevante. Per farlo occorrono i dati giusti.

Come funziona il people based marketing

Dopo investimenti durati decenni, sistemi ottimizzati di Customer Relationship Management e un’infinità di dati sparsi sui canali digitali, un brand può disporre di un numero decisamente rilevante di “first-party data”, ovvero le informazioni raccolte di “prima mano” direttamente dal soggetto interessato, che in questo ambito sono le aziende. Con la possibilità di caricare i loro dati offline sull’ambiente on-line, gli inserzionisti possono riconoscere e raggiungere i clienti ovunque si trovino nel web e in mobilità. E se sono in grado di farlo in tempo reale, gli inserzionisti possono sfruttare il più prezioso dei dati dei clienti: i segnali che questi forniscono in modalità live proprio mentre sono attivi nel mercato. Questi consentono di perfezionare il targeting del messaggio, eliminare il costo delle ads inutili e, in ultima battuta, aumentare le conversioni.

Attraverso piattaforme che hanno in corso una ricognizione “always on” degli utenti reali, il people based marketing punta a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • creare un target di clienti, in modo semplice e veloce, quando sono sul mercato per la ricerca di prodotti;
  • riconoscere clienti in tempo reale, per tutto il tempo;
  • mantenere il controllo e la proprietà dei loro dati.

Secondo una case history recente segnalata da Signal, a seguito di azioni di people-based targeting, un loro cliente ha avuto risultati decisamente positivi, con un CPA (cost per action) diminuito di oltre il 50%, ad impressions cresciute di quasi 100 volte e un tasso di conversione sei volte migliore.

Il people based marketing raggiunge gli utenti e li targettizza con una maggiore efficacia, perché può incrociare anche dati sui loro comportamenti offline dedotti dalle azioni online.