Come ottenere risultati commerciali con una strategia di content marketing?
Ecco i principali trend protagonisti del 2016 

Contenuti di qualità, interessanti, accattivanti, coinvolgenti: questa è la chiave per una buona strategia di content marketing. Gli utenti e i consumatori di oggi, bombardati da informazioni sui numerosi media, fuggono dai contenuti commerciali e pubblicitari e sono attratti dai contenuti di qualità, dallo storytelling, da ciò che informa, diverte e carpisce l’attenzione in modo naturale. Ecco perché oltreoceano il content marketing è già diffusamente utilizzato da numerose aziende con successo, e perché anche in Italia aziende e PMI dovrebbero percorrere la stessa strada.

Basti pensare che il content marketing funziona 3 volte meglio del classico outbound marketing e ha un costo minore del 62%. Secondo la Guida alle tendenze del content marketing nel 2016, l’86% delle aziende oggi utilizzano il content marketing per fare business. Siamo lontani dai tempi in cui la pubblicità martellante o i contenuti esclusivamente commerciali erano in grado di attirare l’attenzione del cliente. Oggi i consumatori sono esigenti, vogliono conoscere il brand prima di ogni decisione di acquisto, sentirsi vicini all’azienda e coinvolti: tutto ciò è possibile soprattutto investendo sulla creazione di contenuti di qualità.

Le evidenze a supporto sono numerose, per citarne alcune:

  • le aziende che hanno un blog ricevono il 97% di link in più al proprio sito e hanno il 67% di lead in più rispetto alle aziende che non bloggano;
  • il 58% dei marketer B2B sfrutta le attività di SEM per la distribuzione dei contenuti;
  • social media vengono considerati importanti dal 92% dei marketer come mezzi per un content marketing continuativo e di qualità;
  • l’utilizzo dei video: secondo il Social Media Marketing Industry Report, di Social Media Examiner, il 57% dei marketer hanno utilizzato i video all’interno della loro strategia di digital marketing.

Quindi, per calamitare l’attenzione di potenziali clienti, via libera a blog aziendali, video e attività sui social media: una distribuzione di contenuti realizzati con cognizione e all’interno di una pianificazione attenta.

Secondo uno studio del 2015, condotto dal Content Marketing Institute, i principali obiettivi dei marketer nel 2016, per quanto riguarda il content marketing, devono essere: engagement, customer loyalty, brand awareness, lead generation e customer evangelism. Lo stesso studio mette in luce i parametri per valutare il reale successo delle attività di content marketing: primo tra tutti il traffico sul sito (62%), seguito dalle vendite (54%), il SEO Rank (39%), il tempo di permanenza sul sito (38%), la crescita delle iscrizioni (34%) e gli inbound links (23%). I mezzi più utilizzati, invece, risultano essere social media, newsletter, articoli, foto, video, blog, infografiche e app.

Content marketing: su quali mezzi focalizzarsi?

  1. App per smartphone: fondamentali se si pensa che nel 2016 gli utenti da mobile raggiungeranno un totale di 2 miliardi.
  2. UCG (user generated contents): è dimostrato che i consumatori ripongano grande fiducia nei contenuti generati dai loro “pari”, come review, commenti e video realizzati dagli utenti. Questo tipo di contenuti ha un valore più alto di qualunque altro tipo di attività di content marketing. Le informazioni provenienti dai peers sono considerate sempre più attendibili.  
  3. Video: il 2016 si è rivelato l’anno del boom dei video, creati dagli utenti ma anche dai marketer. Secondo le previsioni, quest’anno, i video raggiungeranno la soglia di un miliardo e mezzo, motivo per cui una buona strategia non può escludere questo tipo di contenuti.
  4. Social media di nicchia come Snapchat, Vine, ecc. Snapchat ha infatti più di 1000 milioni di utenti al mese e, per le aziende, anche questi mezzi possono avere un grande potenziale.
  5. Contenuti interattivi: il 93% dei marketer afferma che sono molto efficaci per colpire e catturare i buyer.

Content marketing: su cosa investire?

Per rivolgersi a target molto specifici la scelta deve andare su attività SEM come Google Ads, che danno la possibilità di fissare un determinato budget e scegliere le migliori keywords in base al search ranking, oppure ads sui social media (Fb Ads, Twitter Ads, ecc) che permettono di incrementare la propria audience misurando i contenuti che ottengono i risultati migliori. Altro strumento importante è il piano editoriale, fondamentale per stabilire gli obiettivi da raggiungere e creare un vero e proprio flusso di contenuti pianificati ad hoc.

“Pianificazione” è una parola chiave per il content marketing, ecco i 6 aspetti cruciali da non sottovalutare.

  • Outreach Analytics: il primo fondamentale punto è la scelta del giusto approccio in relazione al proprio pubblico. Bisognerà dunque studiare i comportamenti di acquisto e le informazioni demografiche del proprio target di riferimento: solo in questo modo si potranno creare contenuti capaci di colpire l’audience giusta.
  • Investimenti sulla distribuzione dei contenuti: bisognerà  allocare un budget non solo per la creazione dei contenuti, ma anche per la distribuzione degli stessi: adv online, partnership, PR tradizionali, ads sui social media e scambio di contenuti con altre aziende. Non basta creare contenuti di un certo livello se poi non si è in grado di dare loro la giusta visibilità!
  • ROI Analytics:  ovvero il return on investment, il risultato misurabile che serve ad avere un insight sul successo del marketing plan e capire quali attività sono state concretamente utili.
  • Calendario editoriale: importantissimo per la pianificazione di tutte le attività strategiche di content marketing (campagne pubblicitarie, post sui social, articoli sul blog, ecc.).
  • Mappatura del customer engagement: per capire come si comportano i consumatori in fase di acquisto. Di solito include brand awareness, considerazione dei prodotti, decisioni di acquisto e feedback post acquisti sull’attività online. 
  • Feedback  dei consumatori: è la chiave per capire come ha funzionato l’intero modello di business. In una pianificazione di marketing è importante prevedere di poter trarre vantaggio dal feedback dei consumatori per incrementare engagement e loyalty.  

   
Le attività di content marketing possono, dunque, essere raggruppate in 3 principali step: Strategia/Pianificazione, Creazione e Distribuzione. Ognuna di queste fasi ha una sua fondamentale importanza e solo l’attenzione a ogni singola attività può garantire risultati ottimali. Senza una buona strategia e senza conoscere bene il proprio target non ci sono reali possibilità di engagement, se gli obiettivi non sono chiari e le attività non vengono studiate e pianificate per tempo, difficilmente si riuscirà ad attivare una buona campagna di content marketing. La creazione di contenuti di qualità rappresenta il fulcro dell’intera attività, che dovrà però essere spinta da una specifica distribuzione dei contenuti tramite i media più adeguati.  

Il content marketing non sostituisce il marketing tradizionale, ma si inserisce come primo step all’interno di una strategia aziendale. Uno step di contatto, di awareness, di coinvolgimento senza fastidiose pressioni, che porta il potenziale cliente verso l’azienda in modo naturale ed efficace.