Con l’advertising multimobile, la pubblicità su YouTube passa ad un sistema di targettizzazione people-based, incentrato sugli account Google.

Google e YouTube si confrontano, dialogano, cambiano di comune intesa le loro strategie. E se il 50% delle visualizzazioni della più importante piattaforma video avviene oggi sui “piccoli” schermi di tablet e smartphone, è davvero arrivato il momento di ripensare la pubblicità su YouTube in ottica multidevice. Ma quali sono le nuove strategie che andranno a impattare sull’offerta pubblicitaria della piattaforma?

La nuova politica di Google
Alla base della nuova idea multidevice della pubblicità su YouTube c’è un concetto: rendere la pubblicità il più possibile vicina ai gusti dell’utente, migliorando così le possibilità di promuovere il proprio business, a qualsiasi livello. Ma come farà Google a rendere YouTube un posto migliore per gli advertiser?

  • È prevista una tecnologia “cross screen” che andrà a prevalere sull’attuale tracciamento basato su pixels e cookies, perfetto per desktop ma non multidevice.
  • L’account di Google degli utenti andrà a fornire dati fondamentali per la targettizzazione delle pubblicità.
  • Ci sarà una nuova funzione che renderà silenti gli adv sulle piattaforme: da Google si potrà escludere un brand, agendo anche su YouTube.

Tecnologia “cross screen”
Tecnologia ancora validissima per contesti più vasti, quella basata sui pixels e cookies è invece superata per la fruizione dei contenuti pubblicitari su YouTube, che avviene spesso dalla app di uno smartphone o di un tablet, dal mezzo pubblico al salotto di casa. Con le nuove modalità, la pubblicità su YouTube eviterà “misurazioni incoerenti, meno rilevanti e spot pubblicitari poco interessanti”, per citare le parole di Diya Jolly, direttrice del Product Management. Per portare avanti queste avanzate soluzioni “cross screen”, Google si avvarrà di partner esterni già collaboratori in passato, come DoubleVerify, Ad Science, comScore, Nielsen e Moat.

Nuova targettizzazione
Nonostante il suo enorme successo, Google non ha mai avuto troppa credibilità nel convincere le aziende che YouTube fosse il posto migliore per raggiungere il proprio target di utenza. Adesso non è più così. Il motore di ricerca più frequentato al mondo ora mette a disposizione un nuovo sistema di targettizzazione pensato per dispositivi mobili e basato sugli account di Google. “Le informazioni generate dalle utenze Google, ad esempio i dati demografici e quelli derivanti da ricerche passate, potranno essere usate per definire le pubblicità che quegli utenti vedranno su YouTube”, afferma Diya Jolly. Questa è una buona notizia soprattutto per le aziende perché “con questa nuova soluzione, chi fa pubblicità avrà accesso a maggiori dettagli in chiave multidevice per le proprie campagne su YouTube”, sottolinea la direttrice del Product Management. Con questo nuovo approccio, quindi, anche le piccole aziende potranno guidare il proprio advertising con maggiore cognizione di causa ed una più dettagliata conoscenza del target di riferimento.

Funzione “mute”
Sempre nell’ottica di una migliore fruizione si pone la funzione “mute” per la pubblicità su YouTube, a breve disponibile nella ricerca di Google. In altre parole, sarà sufficiente rendere silenzioso un brand per far sì che, in automatico, questo non appaia durante le visualizzazioni delle clip sulla piattaforma. La funzionalità “mute” agirà in modo selettivo: andando a silenziare, ad esempio, un marchio preciso nel campo dell’abbigliamento sportivo, questo non comparirà, senza però escludere gli altri suoi competitor di settore.

I vantaggi della nuova targettizzazione Google/YouTube
Con una nuova soluzione in tema di protezione privacy, definita “all’avanguardia” da Diya Jolly, il prossimo sistema di misurazione previsto da Google presenta diversi vantaggi perché:

  • consente agli advertiser di comprendere più facilmente l’orientamento delle loro campagne e quali utenti vengono raggiunti sui diversi device;
  • permette al pubblico di avere una sorta di effetto “You may also like” grazie ad un adv che seleziona prodotti o servizi effettivamente affini ai suoi gusti;
  • grazie ai dati delle cronologie il nuovo approccio di Google permette anche alle aziende medio/piccole una targettizzazione più mirata, evitando così la dispersione di spot pubblicitari su un pubblico eccessivamente vasto ma, nella maggior parte dei casi, disinteressato all’offerta in questione.

Va anche detto che investire sui media cosiddetti tradizionali costituisce sempre meno un vantaggio, sia per tempistiche di programmazione più lunghe sia per spese nettamente superiori. Il futuro è quindi sempre più “cross screen” e basato sulle politiche di “programmatic advertising”: il modo migliore per costruire engagement con i clienti, raggiunti precisamente nel segmento di mercato su cui si vuole puntare.