Tra le tendenze in crescita nel 2018 per la digitalizzazione delle PMI, c’è la sonic branding. In questo articolo spieghiamo di cosa si tratta e perché dovresti valutarla per dare vigore alla tua brand reputation.
Partiamo da questo video:

sigla Game of thrones

Il jingle è davvero inconfondibile, non trovi?
Se ci pensiamo bene, la nostra vita ha un continuo sottofondo di  suoni e rumori: una notifica sul cellulare, la sveglia alla mattina, la mail  appena arrivata, l’accensione dell’auto e via dicendo.
A tutti questi stimoli uditivi associamo  un significato e reagiamo ad essi in meno di un secondo!

Ma cosa c’entra tutto questo con il marketing?

Un suono può essere un segno distintivo e quindi diventare una leva di marketing per le aziende: l’esempio della sigla televisiva può essere applicato, ad esempio, al famoso jingle del Mac Donald (quello di I’m lovin’ it!), o al suono  di inizializzazione del Mac.

Suoni riconoscibili in tutto il mondo e soprattutto in ogni contesto. Infatti, il potere della musica o del suono in senso più ampio supera ogni barriera linguistica, culturale e visiva, rendendosi una parte estremamente fondamentale per la promozione di un brand: se pensiamo al suono dell’accensione di un Mac, in qualunque parte del mondo ci si trovi e qualunque lingua si parli, l’associazione è immediata con il brand Apple.

Questo concetto di marketing si chiama Sonic Branding, ovvero l’utilizzo di un suono, una canzone o una melodia che aiuta a rinforzare l’identità di un brand che vogliono creare una connessione sensoriale ed emozionale con i clienti.

Vodafone jingle 2018

Vodafone jingle 2018

Nel nostro paese un esempio molto recente è riconducibile alla canzone di Ghali “Cara Italia“: nel momento in cui il rapper dice “shakera”, il richiamo a Vodafone è molto stretto e forte, specie perché la stessa canzone è protagonista di uno spot di quella compagnia telefonica.

Sonic Branding nel Digital Marketing

Nell’ultimo decennio le immagini hanno costruito il successo dei social media più famosi ovvero Facebook & Instagram. Negli ultimi due o tre anni c’è stata l’esplosione dei video e di YouTube, come riportato un precedente articolo sul nostro blog. YT a parte, il trend era quello di “vedere le parole” dei video, leggendole nei sottotitoli, in modalità silenziosa.

Un tipo di comportamento che sta cambiando nel 2018: molti influencer hanno deciso di rimuovere i sottotitoli per dirigersi verso il sonic branding e  puntare all’engagement degli utenti mettendo in secondo piano il numero delle visualizzazioni.

Rimanendo in tema video, un carattere distintivo di uno YouTuber o di un influencer è la sua sigla di apertura. Sembra una banalità ma non lo è affatto: la sigla deve essere fatta appositamente per distinguersi dagli altri,  in maniera sia visiva  che sonora.

Più attenzione sensoriale

In un mondo  in cuila connessione tra uomo e macchina si fa sempre più forte (vedi i Siri sui dispositivi Apple, i Google Assistant su quelli Android e Alexa per Amazon) diventa cruciale l’aspetto sonoro in tutti i processi, in particolare in quelli di acquisto. Per questo motivo il Sonic Branding assume un ruolo di primo piano nel marketing di un’azienda e nel processo di interazione con i propri prodotti per raggiungere  lo scopo di far emozionare il cliente finale coinvolgendolo sul lato sensoriale più che sulla mera apparenza.

E tu, lo usi per la tua attività?

Alberto D’Autilia
Digital Sales Trainer