Dal 1994 in poi, l’evoluzione dell’e-commerce segna una grande crescita, con una veloce marcia verso numeri record

 

L’e-commerce tra gli anni Settanta e il Duemila

Il commercio online, così come lo conosciamo oggi, nasce in realtà ben prima dello sviluppo e della diffusione del World Wide Web. Già a partire dalla fine degli anni Settanta, infatti, il sistema EDI – acronimo di Electronic Data Interchange – permetteva alle aziende di generare e scambiare documenti commerciali in maniera automatizzata. Ancora oggi questo metodo è rimasto uno dei cardini del B2B, tanto che grandi catene come l’americana Wal-Mart non accettano fornitori che non rispettino i requisiti EDI previsti dal gruppo.

Per il commercio B2C dobbiamo, però, attendere il 1994, anno in cui Netscape lancia il primo browser dotato di protocollo crittografico Secure Socket Layer (SSL) in grado di aprire la strada alle prime transazioni online sicure. E non è un caso se proprio nel giugno dello stesso anno nasce uno dei colossi che hanno fatto la storia dell’e-commerce: Amazon.

Nello stesso periodo, protocolli di sicurezza più avanzati e, soprattutto, un’esperienza di navigazione più intuitiva e immediata portano al boom di internet con un aumento esponenziale di quella che viene chiamata “new economy”. Tra il 1997 e il 2000 cresce il numero degli utenti in rete, ma anche quello delle aziende attive negli ambiti affini ad internet (programmazione, innovazione tecnologica, ecc.), le cosiddette dot-com, con un aumento del prezzo delle loro azioni al di fuori di ogni logica di mercato. La bolla speculativa scoppia a marzo del 2000, innescando una reazione a catena che cancella molte delle compagnie considerate emergenti. Eppure l’e-commerce non scompare, perché intanto internet ha di fatto rivoluzionato l’idea stessa di commercio tradizionale, abbattendo barriere e permettendo ai consumatori di trovarsi di fronte a una scelta che non viene più limitata ad un luogo geografico. Allo stesso tempo, anche i negozi fisici si rendono conto che il commercio elettronico non è da considerarsi solo un rivale, bensì un’opportunità dagli indubbi vantaggi che, integrata nel proprio business, può migliorare le cifre di vendita. Da quel momento la crescita è continua, anche se non sempre ugualmente rapida nei diversi Paesi.

Tra i colossi mondiali del settore accanto agli “storici” Amazon e eBay c’è anche il cinese Alibaba, mentre per l’Italia merita certamente una citazione il caso Ibs.it. Vediamoli in breve.

  • Amazon

Fondata da Jeff Bezos nel 1994 a Seattle come Cadabra.com è una delle aziende di e-commerce più grandi del mondo, per vendite e per capitalizzazione azionaria. Si afferma prima come negozio di libri online, poi diversifica il campo d’azione attraverso la vendita di videogiochi, DVD e abbigliamento fino a diventare il vero e proprio grande magazzino virtuale che è oggi. Notizia recente è che Amazon avrebbe intenzione di aprire anche un catena di negozi “fisici” in cui vendere al pubblico.

  • eBay

Fondata dal programmatore Pierre Omidyar nel 1995 come AuctionWeb (il primo oggetto venduto fu un puntatore laser rotto), prende il nome attuale due anni dopo e nel 1998 va online come sito per le aste. Negli anni diventa il primo mercato online del mondo a livello Customer-to-Customer e Business-to-Customer, un marketplace virtuale in cui domanda e offerta si incontrano e, con un sistema di feedback, permette di determinare al primo sguardo l’affidabilità delle parti in causa. Nei primi anni 2000 eBay compra PayPal, azienda leader nei pagamenti online. Oggi conta più di 34.000 dipendenti e un fatturato di 2.3 miliardi di dollari.

  • Alibaba

Fondata da Jack Ma nel 1999, già nel 2012 aveva superato il volume di vendite di Amazon e eBay messi insieme. Gli incredibili numeri sono sicuramente frutto dell’ampiezza del bacino di partenza, la Cina, ma anche della scelta di investire attivamente sulle nuove tecnologie per avere un sistema in grado di reggere elevatissimi volumi di transazioni e spedizioni. Altri investimenti importanti sono stati fatti da Alibaba nell’ambito della realtà virtuale con l’imminente lancio di VRPay, il sistema di pagamento che permetterà di completare i propri acquisti senza uscire dall’esperienza di vendita immersiva consentita dai nuovi visori VR.

  • Ibs.it
    Libreria online nata nel 1998, ha di fatto dato il via al commercio online in Italia, facendo registrare il primo acquisto con carta di credito. Ha affiancato alla vendita online – e ben prima di Amazon – non solo una rete di librerie fisiche, ma anche una serie di partnership e acquisizioni che le hanno consentito di arrivare nel 2013 ad un fatturato di 100 milioni di euro.

L’e-commerce negli anni Duemila

La formula di base dell’e-commerce prevedeva che un’azienda proponesse il proprio catalogo di prodotti anche online e ne consentisse l’acquisto diretto sul web, con pagamento tramite carte di credito, poi affiancate anche da PayPal, carte prepagate, ecc. Ma ci sono stati anche alcuni cambiamenti importanti, alcuni dei quali resistono e si evolvono ancora, altri paiono destinati a reinventarsi o diventare nicchie di mercato.

Ad esempio, sono cambiati e continuano a cambiare i sistemi di gestione delle transazioni e della sicurezza dei pagamenti, e PayPal – nata nel 1998 e acquisita da eBay nel 2002 – fa parte in questo senso, e a pieno titolo, della storia e del successo dell’e-commerce. Sempre più avanzate e tecnologicamente innovative, le modalità di pagamento includono oggi i pagamenti via smartphone tramite Android o Apple Pay, per citare i più conosciuti, o il futuristico VRPay in cantiere per Alibaba.

Sono state introdotte anche strategie di commercio online che stimolassero in modo diverso la richiesta, puntando non più solo a soddisfare la domanda di specifici prodotti, ma anche a generare nuove occasioni di vendita. Alcuni esempi? Da un lato gli acquisti di gruppo e il fenomeno couponing, oggi alla ricerca di una nuova identità, dall’altro le “vendite private”, che resistono e grazie ai social trovano margini per svilupparsi ulteriormente.

Regina indiscussa dell’e-couponing, che nel 2008 ha dato uno scossone importante al mondo del commercio on-line, è Groupon, nata negli USA e sbarcata anche in Italia nel 2010, con una formula basata sull’acquisto di coupon che davano diritto a sconti su prodotti e servizi di ogni genere. La caratterizzazione è strettamente locale per tutti quei servizi di cui poter fruire rapidamente e in loco: da cene al ristorante a trattamenti benessere. Dopo aver contribuito per oltre il 25% alla crescita dell’e-commerce in Italia, nel 2011 il fenomeno si ridimensiona in modo significativo e la stessa Groupon chiude il servizio in diversi Paesi.

Il fenomeno “vendite private” ha invece in Vente-Privee.com il pioniere e più grande player, presente in diversi Paesi europei, Italia compresa. E-company nata nel 2001, Vente Privée basa il suo business sul commercio online organizzato in “vendite-evento” (anche chiamate flash sales) di prodotti di marca a prezzi scontati, ma riservate ai soli iscritti al sito che ricevono in occasione della vendita promozionale un invito specifico. Amatissima dagli utenti, che l’hanno premiata più volte per la qualità del servizio clienti, l’azienda ha tentato nel 2014 lo sbarco negli Stati Uniti, ma l’operazione in joint venture con American Express non è andata a buon fine. E oggi, come altri portali analoghi, cerca nuovi sbocchi nell’e-commerce mobile.

L’e-commerce oggi: la sfida dei social e del mobile

Le ultime e più recenti evoluzioni in ambito e-commerce si registrano sul fronte delle piattaforme utilizzate per vendere. Non più solo web tradizionale, ma sempre più canali social (il più recente osservato speciale è Facebook Marketplace), app e mobile che da un lato portano con sé modifiche e innovazioni nei sistemi di pagamento no-cash, dall’altro moltiplicano le possibilità con cui gli utenti possono entrare in contatto con l’offerta e acquistare online. Il mobile-commerce (o M-Commerce, come viene definito), ha una storia che inizia negli anni Novanta con il pagamento via SMS dei primi prodotti e servizi (molto usato per il ticketing già prima dell’arrivo degli smartphone) e che continua oggi con le shopping apps. Secondo le previsioni degli addetti ai lavori, nel 2016 il mobile commerce segnerà un +42% a livello mondiale, inserendosi a pieno titolo tra le modalità di acquisto con maggiore tasso di crescita.